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I miei progetti in corso

Il dogma di Kratos

Nell'ormai lontano 2007 preso da un guizzo abbastanza improvviso avevo cominciato a scrivere il romanzo che sarebbe diventato La porta. Sinceramente non avrei mai creduto che sei anni dopo sarei ancora stato alle prese con le vicende di Anastasia, Ville, i nobili e tutti gli altri personaggi che popolano quell'universo fantastico che ho creato e al quale devo ammettere di essere ormai molto affezionato.

Ma ogni ciclo ha una fine, lo stesso dicasi per questa trilogia.

Chi avesse già letto Le ombre degli dei potrà probabilmente intuire in che direzione procederà la storia (chi invece non lo avesse fatto, stia attento a continuare a leggere questo commento perché conterrà spoiler sul finale del romanzo in questione): tutti i protagonisti sono diretti verso la gelida città di Jerichall, con Gerard e Tobi che sperano di trovare una soluzione alla crisi diplomatica tra la Gilda e Rosenland mentre Ville, Anastasia e compagni attendono al varco Johann, che è riuscito infine ad entrare in possesso dei poteri ancestrali sia degli Zephira che dei Jericho. Un elemento molto importante sarà rappresentato dall'occhio dei nobili che inizierà a tormentare Anastasia con le sue fredde ed oscure visioni, mettendo a dura prova lo spirito della ragazza, già stremata dalle troppe disavventure; proprio il percorso di Anastasia, che inizierà ad essere sempre più preda dei dubbi su quanto stia facendo, ripensando spesso alla vita che avrebbe potuto condurre se non fosse stata trascinata in tutti quei viaggi pazzeschi, sarà uno dei temi portanti del libro: le differenze rispetto alla ragazzina che i lettori hanno conosciuto all'inizio di La porta sono evidentissime, sebbene come personaggio continui a conservare i tratti distintivi del suo carattere. Aspettatevi anche un notevole approfondimento di Johann, che pur mantenendo il proprio ruolo di principale antagonista mostrerà molte più sfaccettature rispetto a come lo avete conosciuto in Le ombre degli dei.

Nel complesso, Il dogma di Kratos allo stato attuale è un fantasy che presenta atmosfere e toni più cupi rispetto ai due volumi precedenti, focalizzandosi molto sui rapporti tra i protagonsti, pur mantenendo sempre alta la tensione e conducendo verso un finale che vi assicuro sarà al cardiopalma! In particolare, spero che sarete soddisfatti di come ho cercato di chiudere il cerchio iniziato a tracciare ormai alcuni anni fa, connettendo tuti i vari elementi ancora avvolti nel mistero così che, una volta terminata la lettura di questo volume, possiate guardarvi indietro con la sensazione di aver vissuto insieme ai miei personaggi una storia coerente e compatta.

 

 

Bystanders

Passanti o meglio ancora Spettatori, il titolo dell'opera è in inglese non per vezzo ma in quanto al momento la stessa sta venendo composta appunto in lingua inglese. Scelta dettata essenzialmente da ragioni pratiche (da una parte la possibilità di accrescerne la fruibilità, dall'altra il fatto che anni di vita e lavoro fuori dall'Italia hanno reso l'inglese la lingua che utilizzo con più frequenza e costanza), ma che offre anche interessanti sfide ed opportunità a livello artistico, costringendomi ad adattare quello che è il mio stile abituale ad un altro medium linguistico. Se per caso non dovessi poi ritenermi soddisfatto del risultato a livello formale, vorrebbe dire che mi ritroverei nella curiosa posizione di dover tradurre la prima versione in quella che è la mia lingua madre; tuttavia, preferirei attenermi al piano A.

A livello di contenuto, il libro racchiuderà alcuni racconti brevi focalizzati su alcuni personaggi ed i loro rispettivi punti di vista, che a seconda dei casi andranno però a sfiorarsi o intricarsi fra loro per formare un'unica storia. Per fare un paragone con miei lavori precedenti, è a grandi linee il principio che ho adottato per comporre Il mostro senza nome, nel cui universo narrativo Bystanders è ambientato. Nonostante ciò, non si tratterà di un seguito, poiché i due libri sono tra loro slegati e quindi fruibili indipendentemente l'uno dall'altro; tuttavia, coloro che avessero letto sia Il mostro senza nome che Maschere potranno apprezzare alcuni dei riferimenti presenti in Bystanders.

Ma di cosa parlerà, in pratica, questo mio nuovo lavoro?

Di personaggi all'inseguimento dei propri sogni e di altri che invece sogni non ne hanno, in estrema sintesi. Ci sarà una componente thriller, una sentimentale ed una focalizzata sul viaggio alla ricerca della propria realizzazione; ci sarà gente focalizzata sulla propria carriera, gente animata da un'inestinguibile Wanderlust, gente che odia la bellezza e gente sognatirice: tanti ingredienti che andranno a comporre una sempre attuale canzone di luci ed ombre.

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